Chi era Francesco Cazzulani
Francesco Cazzulani è nato nel 1856 da umili contadini che lavoravano in una cascina di Galgagnano. Aveva potuto diplomarsi a costo di grandi sacrifici solo perché, a vent’anni, aveva vinto una borsa di studio per l’ammissione alla Regia Scuola Normale di Lodi. Ottenuto l’incarico di maestro elementare a Paullo, sposò Elena Roda, di famiglia altolocata ma non più ricca, e aprì qui in paese il suo primo collegio maschile con attiguo un asilo, nel 1888.
Due anni dopo, nominato maestro di IV e V a Cassano d’Adda, accolse in un bel palazzo sul fiume i vecchi e i nuovi alunni del suo collegio preparandoli anche alla licenza tecnica e ginnasiale. Nel 1899 prese pure in affitto dal Comune di Lodi i locali del Castello per costruirvi un collegio convitto riservato ai ragazzi delle scuole secondarie. Essendosi presto triplicato il numero dei convittori (dai 50 iniziali), aprì perfino una casa pensione in corso Milano per i giovani del Liceo e degli ultimi due anni dell’Istituto tecnico. In questo periodo di intenso lavoro la famiglia Cazzulani, che si era arricchita intanto di tre figli, viveva divisa: la moglie era rimasta a dirigere i corsi elementari a Cassano e Francesco provvedeva ai grandi di Lodi.
Finalmente, nel 1904, dopo aver affidato il collegio di Cassano a un fedele collaboratore, i coniugi poterono riunirsi. Ora tutti i componenti, compresi i figli, Vincenzo, Giovanni e la giovane Giulia ( che sarebbe morta a 18 anni, nel 1908) si occupavano del buon funzionamento del collegio di Lodi, cui era stata aggiunta la scuola elementare. I convittori erano soprattutto figli di agiati fittabili, negozianti, impiegati, artigiani, ufficiali dell’esercito. La fama di buon collegio portò un tale successo che presto si ripresentò il problema dei locali insufficienti, allora Francesco Cazzulani decise di chiedere un prestito alla banca Mutua Popolare Agricola di Lodi e poté coronare il progetto di una vita: costruire un grande e moderno palazzo, studiato su misura per i suoi ragazzi. Fu trovato il luogo ideale in un campo lungo il Viale della Ferrovia e non lontano dalla stazione del tramway che veniva da Soncino e Crema, quindi facilmente raggiungibile.
Nel 1917 Francesco Cazzulani, ormai più che sessantenne, decide di lasciare la conduzione del collegio ai due figli e alle nuore; egli si ritira, con la moglie, in una villa sul lago Maggiore. Nel ’39 la salma di Francesco Cazzulani sarà accompagnata al cimitero di Como.










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